lunedì 17 novembre 2008

Coppia - La scelta del partner


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Una delle fasi evolutive più difficili che un essere umano si trova ad affrontare, è il processo di individuazione e differenziazione dalla famiglia d’origine.

Generalmente un individuo comincia a lavorare in direzione dello svincolo dalla propria famiglia già dall’adolescenza, ma questo raggiunge il suo apice quando si decide di intraprendere un percorso esistenziale autonomo e mirato all’indipendenza economica ed emotiva dal proprio nucleo familiare originario.

Alcune persone ritengono che questo percorso sia completo nel momento in cui cominciano a gettare le basi per la costruzione di una nuova famiglia insieme ad un partner; altre invece preferiscono uno stile di vita scevro da compromessi e vincoli relazionali con un ipotetico compagno/a di vita; altre ancora vorrebbero riconquistare l’autonomia perduta in seguito ad una relazione di coppia mal riuscita, mentre alcune cercano disperatamente l’anima gemella senza successo.

Nonostante la nostra cultura oggi sia sempre più tollerante verso scelte di vita alternative, ogni giovane adulto deve fare i conti, prima o poi, con questa misteriosa entità che è la coppia: sia nel caso in cui si decida di “accoppiarsi”, sia nel caso contrario perché, in entrambe le circostanze, prima ancora che nasca la coppia, sono già presenti le aspettative che noi stessi e le persone appartenenti al nostro mondo hanno maturato a tal riguardo.

Il distacco dall’organizzazione familiare in cui siamo cresciuti è un processo graduale che non finisce mai e che ha un’enorme influenza sulle nostre scelte future, anche sulla scelta del partner. Persino nelle relazioni più libere, la scelta viene operata sulla base di una serie di elementi che la condizionano. Per alcune persone il legame di coppia può costituire un fine sociale, più che un mezzo di crescita personale; per altre può avere un carattere utilitaristico, ma generalmente i motivi principali vanno rintracciati nei sistemi motivazionali che regolano la vita dell’essere umano: in questo caso il bisogno di attaccamento-accudimento e quello sessuale. Il primo è legato alla ricerca della sicurezza mentre il secondo è connesso alla conservazione della specie attraverso la funzione riproduttiva.

A questi naturali bisogni dell’essere umano, spesso si aggiungono le pressioni sociali, le insicurezze personali, i repentini cambiamenti di una società in continuo mutamento……tutti fattori che contribuiscono a rendere questa scelta estremamente complessa: ad esempio può accadere che per alcune coppie la procreazione sia un prerequisito indispensabile per il benessere proprio ma soprattutto delle famiglie d’origine o, di contro, la sessualità della coppia viene percepita come una sorta di tradimento della famiglia d’appartenenza.

Quando viene mantenuto un rapporto molto stretto e di dipendenza dalla famiglia nucleare, spesso l’individuo opera delle scelte che lo portano a concretizzare dei miti o credenze presenti all’interno della sua famiglia d’origine, desiderando un particolare tipo di legame e reputando questo il più idoneo al proprio stile di vita: in tal caso i bisogni personali vengono progressivamente messi da parte e in alcuni casi “ci si sveglia dall’incantesimo” molto tempo dopo, senza capire come mai si è arrivati a quel tipo di relazione avvertita ora come fortemente deludente.

Al contrario, quando ci si ribella al mandato familiare, spesso si assiste alla scelta del partner con caratteristiche opposte a quelle suggerite dallo stesso mandato. Anche in questo caso il futuro rapporto rischia di vedere insoddisfatti i propri bisogni personali.

La probabilità di operare scelte di questo tipo è maggiore quando vi è alle spalle una condizione familiare poco serena in cui lo svincolo dei figli è reso problematico: a volte può essere ostacolato perché i figli sono importanti per l’equilibrio relazionale del resto della famiglia; in altri casi giocano un ruolo centrale nei conflitti coniugali; in altri casi ancora si fanno carico di aspettative e bisogni di compensazione della propria famiglia.

In virtù di queste molteplici variabili, l’individuo comincerà a selezionare la realtà che gli si presenta davanti, mostrando progressivamente più attenzione per gli elementi che appartengono allo schema prodotto dalle vicende della sua storia personale e meno attenzione agli elementi che non vi rientrano.

A volte questo meccanismo può condurre al costante tentativo di perseguire una meta ideale che inevitabilmente verrà delusa, in quanto nessun partner sarà in grado di corrispondere perfettamente al modello di relazione che noi abbiamo nella nostra testa e che è frutto di una lunga e complessa storia personale.

Il primo campanello d’allarme è costituito dal “desiderio di voler cambiare l’altro” che si manifesta spesso inconsciamente già nella fase del corteggiamento. Una eloquente illustrazione di Alfredo Chiappori esprime bene il concetto.




Il partner non viene accettato per quello che è, ovvero un essere umano a sua volta complesso, e si cerca costantemente di cambiarlo, curarlo, perfezionarlo. Gli sforzi mirati ad ottenere questi cambiamenti generano una resistenza più o meno visibile e consapevole da parte dell’altro, che si può manifestare nelle forme più svariate per mezzo di quotidiane ripicche, stati depressivi, ansia,problemi sessuali. Quando la distanza tra i partners diventa sempre più incolmabile, la crisi di coppia è conclamata.
Alcune coppie si rivolgono a noi dopo essere arrivate a questa rottura e, nella maggior parte dei casi, si definiscono ignare del processo che ha portato ad una simile situazione.

Dott.ssa Maura Santandrea

Dott.ssa.Santandrea@Psicologi-Roma.com
http://www.psicologi-roma.com/

Psicoterapia di Coppia


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La psicoterapia di coppia è una forma di psicoterapia in cui il lavoro sulla relazione è centrale e, proprio per questo, l’approccio che maggiormente si presta a questo tipo di trattamento è quello sistemico relazionale.

In questi ultimi anni la psicoterapia di coppia è diventata un’esigenza sempre più comune: molte persone si sentono paralizzate da tutta una serie di problematiche presenti all’interno della loro relazione, che conferiscono un profondo stato di malessere ad entrambi e a cui, da soli, per quanti sforzi si facciano, non riescono a trovare una soluzione efficace.

Il costante aumento di tale fenomeno è dovuto al fatto che è cresciuta la sensibilità verso certe problematiche ormai diffuse nelle relazioni di coppia: i ruoli maschili e femminili non sono più ben definiti come prima e ingenerano negli individui disorientamento e confusione; l’eccessiva presenza o l’assenza della propria famiglia d’origine esercita un peso non trascurabile sulla coppia; l’educazione dei figli spesso si trasforma in una sfida che mette a dura prova il legame tra i genitori.

La modalità di relazionarsi dei due partners può diventare sempre più aggressiva e litigiosa o sfocia in una progressiva forma di allontanamento che ha come obiettivo l’indifferenza, nell’illusione che quest’ultima ci permetta di soffrire di meno e come conseguenza l'incomunicabilità. Ogni piccolo gesto o parola diventa fonte di malcontento o un pretesto di litigio e la quotidianità, in tutte le sue manifestazioni, comincia a trasformarsi in malcontento, intolleranza, insoddisfazione.

In altre circostanze, invece, uno o entrambi i partners si ritrovano a non essere più coinvolti emotivamente dall’altro, a perdere interesse per la persona che hanno affianco senza capire come siano arrivati a questa situazione, eppure non riescono a staccarsi da colui o colei che fino a quel momento hanno amato. L’altro non è visto più con gli stessi occhi, si comincia a diventare insofferenti verso qualsiasi manifestazione del carattere del partner e il legame risulta sempre più compromesso, col rischio di arrivare al tradimento.

Alcune coppie hanno consapevolezza del proprio disagio e ciò le spinge a maturare una richiesta d’aiuto congiunta che consenta di intraprendere un percorso terapeutico insieme.

In molti casi, le difficoltà della vita insieme, insorgono durante periodi in cui la coppia va incontro a cambiamenti fisiologici, ovvero nel passaggio dal fidanzamento al matrimonio, durante la nascita dei figli, l’educazione dei figli, nell’affrontare scelte di vita impegnative (la lontananza/vicinanza dalla rispettive famiglie d’origine, un investimento economico importante, coltivare interessi personali che richiedono di passare più tempo fuori casa, un trasferimento per motivi di lavoro, ….), di fronte al pensionamento, ad un grave lutto……e allora la coppia può scegliere di farsi carico del suo disagio e rivolgersi ad uno specialista.

Capita anche frequentemente che le coppie chiedano di essere aiutate nel loro ruolo di genitori: di fronte a bambini o adolescenti che mettono in crisi le competenze genitoriali suscitando nei coniugi un forte senso di impotenza, frustrazione, rabbia. In queste circostanze, scegliere di cominciare un percorso di coppia, può avere risvolti positivi su tutta la famiglia, migliorando la qualità delle relazioni all’interno di tutto il nucleo familiare, oltre al benessere individuale.

In altre situazioni invece,le coppie possono necessitare di un aiuto nella gestione del rapporto con le proprie famiglie d’origine magari troppo intrusive nella vita dei due partners. Anche in questo caso, una psicoterapia di coppia può costituire un valido aiuto in grado di influenzare favorevolmente i rapporti con i rispettivi parenti.

Perché, se è presente una crisi della relazione, è meglio chiedere una psicoterapia di coppia e non una terapia individuale?

La richiesta d’aiuto congiunta o di coppia costituisce un segno della volontà di arginare un processo degenerativo in corso all’interno della relazione. Accade frequentemente che uno dei due partners, prima di arrivare a proporre una psicoterapia di coppia, abbia tentato di risolvere il suo disagio attraverso un percorso individuale ma, nonostante questa esperienza possa aver prodotto una qualche forma di consapevolezza rispetto alla situazione, non è riuscita a risolvere le problematiche inerenti alla coppia. Questo fenomeno è spiegabile con il fatto che il “luogo” migliore per lavorare sulla relazione di coppia è proprio la coppia, ovvero la presenza, in terapia, di ambedue gli individui coinvolti nel rapporto, poiché sono proprio loro due che danno vita a quel tipo di legame. La soluzione interpersonale ad un malessere della coppia diventa senza ombra di dubbio la strada più adatta ed efficace.

Dott.ssa Maura Santandrea

Consulenza e Terapia di Coppia - Roma


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CENTRO ROMANO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA - C.R.P.P.

Vicolo del Cinque, 55 - Trastevere - Roma